lunedì 11 aprile 2016

"Nei paesi in via di sviluppo un bambino su due muore entro un anno da quando diventa cieco"

Il primo spot che racconta la cecità con la voce di un bambino, in modo unico e originale.
Far conoscere CBM (Christian Blind Mission), avvicinare il grande pubblico a un tema poco conosciuto come la cecità nei Paesi in Via di Sviluppo: questi i messaggi veicolati dallo spot, ancora una volta attraverso un tono di voce positivo, non pietistico, che parla al pubblico in modo delicato, mettendo al centro la voce dei bambini, e utilizza un linguaggio evocativo come quello del “mondo di carta”.

Lo spot è nato dalla collaborazione tra CBM e gli studenti di OffiCine – IED (Istituto Europeo di Design) di Milano, sotto la direzione artistica del regista Marco Pozzi, che hanno tradotto in suoni e immagini la mission della nostra Organizzazione.

Nel giugno scorso lo spot è stato presentato in anteprima alla 61° edizione del TaorminaFilmFestival ed è stato poi ospitato a luglio al Giffoni Film Festival, la nota rassegna cinematografica rivolta ai ragazzi.


Nasce 'Leti Smart', il bastone intelligente per ciechi

Un bastone intelligente per ciechi. Talmente intelligente che si autoillumina quando fa buio e indica attraverso un microfono la via in cui il possessore si trova. È l’invenzione che un’azienda di Trieste, la Scen srl, con sede a Muggia, ha messo a punto allo scopo di migliorare la sicurezza e l’autonomia dei non vedenti. 

«Il bastone si chiama Leti Smart in memoria di mia moglie, Letizia, purtroppo scomparsa tre anni fa, ma è anche il giusto acronimo che ne riassume le funzioni, “light engine and tag informations» spiega il presidente dell’Uci di Trieste, Marino Attini, che per lunghi anni ha lavorato all’Insiel. E aggiunge: «Questo bastone garantirà al non vedente la massima visibilità nell’attraversamento pedonale e nelle zone a scarsa illuminazione, faciliterà l’individuazione e l’attivazione dei semafori sonori e fornirà utili informazioni di orientamento mentre la persona si muove, per esempio indicando, attraverso un microfono, la via nella quale si trova».

Non basta. Il prezzo sarà tutt’altro che proibitivo: «Questa soluzione - sottolinea Attini - prevede costi di realizzazione e di installazione contenuti, sia per chi acquista il bastone sia per chi installa l’infrastruttura e ne controlla il funzionamento. Questa soluzione è stata denominata Smart proprio perché rientra nel progetto “smart city”, quello di una città che dialoga col cittadino e a maggior ragione col disabile visivo». Il bastone sarà realizzato in due versioni: una per non vedenti mantenendo la fisicità del tradizionale bastone e l’altra per ipovedenti in formato telecomando.

Ugo Salvini, Il Piccolo

martedì 23 febbraio 2016

Il suono di Omero

Ancora un piccolo passo. 
'Il Sogno di Omero' è sempre più vicino... 


giovedì 18 febbraio 2016

Mario Loreti presenta i software di audio editing per non vedenti

Vi abbiamo parlato tempo fa di come la radio si potesse fare anche ad occhi chiusi, focalizzandomi particolarmente sulla diretta; ma un non vedente, con i software giusti puo' fare anche una ottima post produzione. Se è vero infatti che nel mondo della radio ci sono diverse figure, è anche vero che spesso saper registrare, editare e mixare una propria produzione, è sicuramente un gran vantaggio, specialmente in questi tempi di magra. E allora cosa usare? In base alle proprie necessità possiamo scegliere di usare una daw multitraccia o un semplice editor audio. 

Cominciamo col dire che in genere, nel mondo della post produzione, si tende a preferire la piattaforma Apple col suo mac, piu' che altro perchè questo è diventato uno standard negli anni grazie a Pro Tools, un software multitraccia famosissimo e usato in molti studi di registrazione e doppiaggio. Il fatto però che spesso sia consigliatissimo un Mac non vuol dire che i PC Windows non possano dire la loro, anzi. Anche se so che potrei provocare l'ira degli Apple fan, da non vedente che produce audio ogni giorno e da possessore di un Imac, mi sento di consigliare l'uso di un PC Windows per via di una maggiore praticità nell'uso dei software audio ed una piu' consolidata accessibilità di certi strumenti.

Cio' non vuol dire che Garage Band o Amadeus, o anche lo stesso Pro Tools su Mac non siano utilizzabili, ma dal mio punto di vista richiedono un certo tempo per l'apprendimento e, essendo ricchi di combinazioni da tastiera non sempre intuitive non li trovo adatti ai miei standard di produzione, soprattutto perchè il mondo della radio corre sempre molto veloce.

Parlando quindi di Windows, un bel software da provare per cominciare è Gold Wave. Non è un programma dalle grandi pretese ma consente di tagliare, copiare e incollare il contenuto di una traccia audio agevolmente e ha anche una funzione per l'inserimento dei voice over che abbassa automaticamente la musica quando interviene il parlato. Carino anche il noise gate che, una volta rilevato un campione del proprio rumore di fondd esempio per eliminare le ventole del PC. Un altro software molto completo è Sound Forge, affermatissimo e usatissimo anche per i plug-ins inclusi per il mastering. Supporta anche il protoo è in grado di ridurlo notevolmente senza troppi artefatti, funzione particolarmente utile, acollo VST, il che ci permette ad esempio di usare i fantastici plug­ins della Waves (acquistabili separatamente). Anche questo è molto accessibile e dispone di una funzione per il voice over.

Parlando invece di software per l'editing audio multitraccia posso segnalare 2 alternative: la prima è rappresentata da Audacity, software gratuito e open source che consente l'editing di file audio di ogni tipo. Qui non manca la funzione voice over (utile a noi speaker per sovrapporre la musica al parlato), ci sono anche degli effetti di serie carini ma l'accessibilità lascia un po' a desiderare, il software non è quindi cosi' semplice da usare per chi non vede. Questo software è stato però uno dei primi programmi di editing audio portable, è possibile quindi portarselo su una chiavetta e aprirlo su qualsiasi PC senza doverlo installare, cosa molto utile se non vogliamo sporcare il PC della radio su cui lavoriamo o se non abbiamo i privilegi di amministratore per installare applicativi.

La seconda alternativa si chiama Reaper, disponibile sul sito reaper.fm. Reaper non è gratuito ma costa circa 60€, cifra secondo me molto abbordabile per tutto cio' che fa. Supporta i VST e da poco anche i VST 3, ha delle funzioni di auto crossfade utilissime per noi che facciamo radio, include una vasta gamma di effetti carini e, grazie alla possibilità di sviluppare plug­ins di terze parti garantisce una piena accessibilità. Per provarlo basta scaricarlo dal sito (è disponibile sia a 32 sia a 64 bit) e successivamente scaricare Osara, il plug­in che lo rende accessibile e il keymap necessario per assegnare varie combinazioni di tasti alle azioni utili a muoversi tra gli oggetti e a compiere una miriade di altre operazioni.

Anche Reaper è portable, bisogna perdere qualche minuto all'inizio per importare il keymap ma bastano veramente pochi passi e poi si è subito pronti a lavorare. Il plug­in per l'accessibilità è
open source ed è sviluppato dalla NV Access, associazione che si occupa anche dello sviluppo di NVDA, uno screen reader per non vedenti gratuito e portable. E dopo la teoria, un po' di pratica ci vuole no? Qui il link da cui scaricare Osara e il relativo Keymap. La parola a voi: sapevate che anche un non vedente puo' fare editing audio? Siete non vedenti e avete esperienza in questo campo? Se sì, cosa usate per lavorare? Fatevi sentire nei commenti!

Articolo a cura di Mario Loreti - http://www.radiospeaker.it

sabato 30 gennaio 2016

Columbia University: "Riscrivere il DNA per curare la cecità"

La tecnica che riscrive il Dna, la Crispr, è stata utilizzata con l'obiettivo futuro di curare una malattia genetica che porta alla cecità, la retinite pigmentosa. La tecnica ha permesso di riparare la mutazione genetica, responsabile della malattia, nelle cellule staminali derivate da un paziente. Annunciato sulla rivista Scientific Reports, il risultato è stato ottenuto negli Stati Uniti dai ricercatori della Columbia University e dell'università dell'Iowa. 
Nell'esperimento i ricercatori hanno ottenuto le staminali dalla pelle di un paziente e poi hanno corretto la mutazione del gene che causa la retinite pigmentosa. Il prossimo passo sarà riprogrammare le staminali 'corrette' in cellule della retina e verificare se è possibile trapiantarle nel paziente.
''E' un approccio valido'' commenta Andrea Ballabio, direttore dell'Istituto Telethon di Genetica e Medicina (Tigem), dove è stata sviluppata una terapia genica per curare la retinite pigmentosa. E' valido soprattutto, aggiunge, ''nei casi in cui vi è la morte delle cellule della retina, che possono essere sostituite con cellule nuove''. La terapia genica sviluppata al Tigem, sotto la guida di Alberto Auricchio, invece è diversa, spiega: ''non coregge la mutazione, prevede la presenza delle cellule, e si basa sull'introduzione, nella retina, di una copia del gene sano''. 

La tecnica che utilizza la Crispr, invece, è promettente per curare la malattia nello stadio avanzato ma, sottolinea il direttore del Tigem, ''ci sono ancora molti passi da fare: per esempio va verificato che le cellule staminali si differenzino in modo corretto in cellule della retina''. Va verificato, inoltre, che la Crispr non causi modifiche genetiche indesiderate nelle cellule. La tecnica infatti ha grandissime potenzialità ma non è precisa al 100%: ''mentre si corregge un gene - rileva Ballabio - si possono indurre errori in altre regioni del Dna''. Ed è questa la ragione, prosegue, ''per cui la tecnica non può essere usata direttamente nell'uomo, ma va usata sulle cellule in coltura, dove si può controllare se si sono verificati errori''. Fra i prossimi passi dei ricercatori vi è proprio dimostrare che la tecnica non introduca errori indesiderati e che le cellule siano sicure per il trapianto.

ANSA

venerdì 29 gennaio 2016

Yemen, centro per bambini ciechi colpito dalle bombe saudite.

Dalla disastrosa crisi umanitaria dello Yemen arriva la notizia del bombardamento saudita di un centro per disabili nella capitale Sanaa, dove alloggiavano decine di bambini ciechi. Il disastro risale al 5 gennaio, quando i cacciabombardieri hanno deciso di colpire il Centro per la Cura e la Riabilitazione dei non vedenti "Al-Noor". Nella notte gli ordigni hanno squassato e ridotto in macerie l'edificio di tre piani, svegliando di soprassalto i piccoli che riposavano nel dormitorio.

Fortunatamente le bombe non sono esplose e hanno causato soltanto il ferimento di quattro persone. Ma il Centro è distrutto e ormai inutilizzabile. Gli ospiti della struttura hanno protestato con vigore contro l'attacco e tra questi spicca l'immagine di un bambino che mostra il suo unico compagni di giochi, un canarino, morto durante il disastro.

Il direttore del centro "Al-Noor", Jameel al-Himyari, ha raccontato al WorldPost di essere corso verso l'edificio non appena ha udito il frastuono del crollo. I bambini, ha aggiunto, non si erano accorti che le bombe avevano colpito la struttura: "Pensavano fosse un rumore di artiglieria pesante in lontananza". Lo staff ha evacuato immediatamente i giovanissimi ospiti, che hanno trovato rifugio in una moschea. "I bambini hanno traumi e sono molto impauriti", ha aggiunto al-Himyari.

Uno studente di 18 anni e due assistenti del centro sono rimasti feriti. Finora i morti civili nella guerra in Yemen sono stati 2800 in nove mesi.

Per Human Rights Watch, che ha dato risonanza alla vicenda, la responsabilità è anche della fazione Houthi che ha deciso di usare la struttura per ciechi come base delle operazioni. Una mossa totalmente "fuori dalla legge" e che ha messo in estremo pericolo le persone vulnerabili alloggiate ad "Al-Noor".

Il gruppo ribelle Houthi è sciita e dal 2014 ha preso il potere in Yemen, controllando anche la capitale. Dallo scorso marzo una coalizione guidata dall'Arabia Saudita bombarda i guerriglieri anti-governativi, ma le associazioni umanitarie denunciano che gli attacchi colpiscono anche obiettivi civili, incluso un ospedale di Medici senza Frontiere il 10 gennaio.

L'attacco al centro per persone non vedenti ha reso chiaro che i civili sono le principali vittime della guerra in Yemen. Nei giorni scorsi la Casa Bianca ha condannato l'escalation di atrocità, ma senza nominare le responsabilità dell'alleato saudita. Amnesty International ha recentemente denunciato che la coalizione saudita usa bombe a grappolo, vietate dalle convenzioni internazionali.

Laura Eduati, L'Huffington Post

giovedì 28 gennaio 2016

'Cinema senza barriere' continua a Roma

Domenica 24 gennaio alla Casa del Cinema di Roma ha avuto inizio «Cinema senza barriere - La prima rassegna di cinema contemporaneo dedicata alle persone sorde». Grazie al supporto di Istituto Luce – Cinecittà e in collaborazione con l’Ente Nazionale per la Protezione dei Sordi – Sezione Provinciale di Roma, per quattro domeniche il nuovo cinema italiano si rende accessibile alle persone sorde, con la partecipazione di autori, attori e tecnici. I film, selezionati su indicazione dell’ENS, saranno sottotitolati e sarà disponibile il servizio di interpretariato LIS. Il primo film della rassegna, aperta anche al pubblico nei limiti dei posti disponibili, è «Gli ultimi saranno ultimi» di Massimiliano Bruno: tratto dall’omonimo testo teatrale scritto dal regista, coinvolge tre interpreti d’eccezione come Paola Cortellesi, Alessandro Gassman e Fabrizio Bentivoglio, impegnati in una drammatica vicenda sulla crisi lavorativa che minaccia la nostra società. Seguirà il 28 febbraio «Alaska» di Claudio Cupellini con un memorabile Elio Germano alle prese con un’esistenza fuori dall’ordinario. Il 13 marzo è la volta di «Lo chiamavano Jeeg Robot» di Gabriele Mainetti: Claudio Santamaria incarna Enzo Ceccotti che entra in contatto con una sostanza radioattiva. A causa di un incidente scopre di avere un forza sovraumana. Ombroso, introverso e chiuso in se stesso, accoglie il dono dei nuovi poteri come una benedizione per la sua carriera di delinquente. Tutto cambia quando incontra Alessia, convinta che lui sia l'eroe del famoso cartone animato giapponese Jeeg Robot d'acciaio. Chiuderà l’8 maggio «Chiamatemi Francesco» di Daniele Luchetti: la storia di Bergoglio, come metafora di un mondo diviso fra chi distoglie lo sguardo e chi sceglie di vedere, ricostruita attraverso la sua volontà di «fare quel che si può fare». I film, messi a disposizione da Cinecittà – Istituto Luce con il supporto delle case produttrici e distributrici, sono stati scelti, su indicazione dell’Ente Nazionale per la protezione dei sordi, tra quelli oggi promossi nel mondo e selezionati dai festival internazionali. Il progetto è stato annunciato e condiviso presso la Casa del Cinema da Giuseppe Petrucci, presidente dell'Ente Nazionale Sordi, Roberto Cicutto, presidente e AD Istituto Luce Cinecittà e Giorgio Gosetti, direttore della Casa del Cinema.
«Pensiamo che appartenga ai compiti della Casa del Cinema – ha dichiarato, infatti, Giorgio Gosetti – offrire servizi nella linea dei supporti all’accessibilità e mettere in valore anche il cinema italiano più recente creando le condizioni perché anche comunità di pubblico abitualmente escluse dalla fruizione possano apprezzare il lavoro degli autori, degli interpreti e dei tecnici che oggi danno luce al nostro cinema. Siamo grati a Istituto Luce – Cinecittà per aver lanciato quest’idea e per sostenerla con un impegno concreto, ma ancor più all’Ente Nazionale per la Protezione dei Sordi che ha scelto di collaborare con noi aprendo a Roma uno spazio del tutto inedito». Le proiezioni avranno luogo la domenica mattina alle ore 11.00 nella Sala Deluxe e saranno gratuite con accesso alla sala fino ad esaurimento dei posti disponibili Il programma completo è consultabile sul sito www.casadelcinena.it.

Tiberia De Matteis, Il Tempo